Marino Defendi con la maglia del Bari

Dopo Yksel Osmanovski, un altro idolo della tifoseria biancorossa è intervenuto ai microfoni di Radio Biancorossa nel corso della trasmissione ‘Tanto non capirai’. E’ stato Marino Defendi il super ospite del programma condotto dal giornalista Nicola Lucarelli e che ha visto la partecipazione di Antonio Fioretti.

Defendi ha raccontato come sta trascorrendo questa quarantena: “Sono solo a Terni mentre la mia famiglia è rimasta a Bergamo. Non vedo i miei cari da due mesi: è una situazione particolare ma l’affronto col sorriso”

Il centrocampista della Ternana si è soffermato sul momento che sta vivendo il calcio italiano: “E’ una situazione complicata e sono certo che qualsiasi soluzione verrà adottata dagli organi competenti non accontenterà tutti. Ma la priorità resta la salute della collettività e mi riferisco anche a tutti quei soggetti che ruotano attorno al mondo del calcio. Personalmente vorrei tornare a giocare ma la sicurezza viene prima di tutto, ma la vedo molto difficile”

In attesa di capire se il campionato si concluderà o meno, Defendi traccia un bilancio: “E’ stato un campionato abbastanza duro ma non scontato con diverse squadre importanti. Certo, finire in questo modo così lascia un pò d’amaro in bocca perchè ora sarebbe partita la fase finale, quella più avvincente. Noi come Ternana abbiamo perso qualche punto per strada ma la squadra ha sempre dato il massimo ed è consapevole della propria forza. Abbiamo tanti buoni calciatori e credo che Palumbo sia quello di maggior prospettiva. Il Bari? Nel girono di ritorno si è dimostrata una squadra più concreta e che ha trovato il giusto amalgama, ma la Reggina ha meritato il primo posto. Sono sempre stato dell’idea che ai play off ce la saremmo vista noi e il Bari in finale”

L’ex capitano del Bari ha affrontato la sua ex squadra nella gara d’andata: “Era una gara che aspettavo sin dall’estate. Mi dispiace che si sia creato tanto scalpore per via del mio mancato saluto nel momento della sostituzione: per me è stato un colpo al cuore uscire in quel modo. In quel momento avvertivo solo delusione e non ho neanche sentito gli applausi dei tifosi biancorossi. Ho chiarito l’accaduto e credo che i tifosi l’abbiano capito.”

Quella di Bari è stata una parentesi importante nella carriera di Defendi: “Fu Angelozzi a portarmi a Bari. Ricordo la sua chiamata: “Dai Marino, andiamo a pescare insieme!”. Mi sono fidato di lui e i 5 anni meravigliosi che ho trascorso hanno dato ragione all’ex Ds biancorosso. Il ricordo più bello nella stagione della ‘remuntada’ è quello dell’unione del gruppo: eravamo una grande famiglia. Poi c’ era il cosidetto cosiddétto “priscio” che non ho più rivissuto dopo quel campionato. Ho lasciato Bari a malincuore, mi sentivo quasi scomodo. Non sentivo più la fiducia della società, del direttore e del tecnico. Non mi andava di restare fuori dal progetto tecnico. “

Defendi ha sempre dimostrato d’avere un grande cuore e l’ha confermato anche nel suo intervento su Radio Biancorossa: “Spero che si possa aiutare chi in questo momento è in difficoltà. Noi della Ternana stiamo facendo volontariato portando dei pacchi con beni di prima necessità alle persone che non sono in grado di fare la spesa. Ma non solo: il patron Bandecchi ha fatto diverse donazioni all’ospedale di Bergamo. Sarebbe bello se anche la Ssc Bari facesse qualcosa di simile: sono persone di cuore”

Si ringrazia l’ufficio stampa della Ternana calcio.

Nicola Lucarelli

Radio Biancorossa