Paolo Monelli

Paolo Monelli è stato uno degli attaccanti più completi che hanno vestito la maglia biancorossa. Il centravanti nativo di Castelnovo ne’ Monti è intervenuto su Radio Biancorossa nel corso del programma “Tanto non capirai”.

Monelli ha subito aggiornato i tifosi biancorossi circa il suo impiego attuale: “Sono sempre nel mondo del calcio. Dopo 12 anni nel settore giovanile del Monza, adesso sono il responsabile del settore giovanile di una squadra della Brianza ma faccio anche il talent scout sempre per il Monza. Il calcio è la mia vita e non posso starne lontano

Il calcio italiano è ripartito e l’ex centravanti ha le idee chiare in merito: “Vedo squadre in grossa difficoltà fisica e anche le grandi fanno fatica, per fortuna ci sono i 5 cambi anche se non tutti ne stanno approfittando. In serie A credo che la Juve sia ancora di un altro pianeta e la Lazio deve vincerle tutte per reggere il passo. Passando alla serie cadetta credo che sarà una bella lotta, vedo il Cittadella come possibile mina vagante. Nella terza serie invece il discorso è diverso visto che si giocano gare secche, determinante sarà il fattore campo.

In questi giorni si sta discutendo molto circa la possibile riapertura degli stadi, così Monelli: “Bisognerebbe valutare regione per regione, ma credo che almeno delle riaperture parziali si possano attuare, ma la domanda è: chi si prende la responsabilità di riaprire gli impianti?”

Carriera non semplice quella di Paolo Monelli caratterizzata da un brutto infortunio subito a 28 anni: “Ero partito molto bene, a 18 anni ho esordito in A, purtroppo ho subito qualche infortunio che mi ha frenato. E’ stata una buona carriera la mia anche se forse potevo fare di più. Dicono che somigliavo a Gilardino? Si, avevamo diversi punti in comune”

Monelli e il Bari, una storia d’amore caratterizzata da grandi imprese e qualche rimpianto: “Partiamo col dire che il mio arrivo a Bari fu un pò complicato. Avevo un contratto di 3 anni con la Lazio, avevamo conquistato la serie A e non mi andava di scendere nuovamente in B. Decisivo fu l’intervento di Vincenzo Matarrese che mi prospettò un progetto tecnico di alto livello. La miglior partita in biancorosso? La vittoria a Cosenza del 31 dicembre del 1988, decisa da un mio goal nel finale. Giornata indimenticabile anche perchè il giorno prima nacque mio figlio. Il goal più bello? Quello al Napoli di Maradona: stop di petto e tiro all’incrocio. Il mio addio al Bari? Avevo ancora 1 anno di contratto ma la società decise di puntare sul nuovo arrivo Raducioiu. Peccato perchè mi piaceva stare a Bari, vivevo in centro e mi piaceva stare a contatto con la gente.”

Inevitabile soffermarsi sul Bari dei giorni nostri che, il 13 luglio, scenderà in campo per i playoff. Questa la ‘ricetta’ vincente di Paolo Monelli: “Il Bari ha fatto un buon campionato e ha tutte le qualità per poter vincere i playoff. E’ una delle favorite. Bisogna anche sperare nella buona sorte oltre che sfruttare il fattore campo. Determinante sarà la condizione fisica , non dovranno sottovalutare nessuno e sperare d’avere i giocatori più forti a disposizione”

Nicola Lucarelli – Radio Biancorossa