Marco Romizi

L’ex “motorino” del Bari, Marco Augusto Romizi, è intervenuto su Radio Biancorossa nel corso del programma “Tanto non capirai”.

L’attuale centrocampista del Picerno si è subito soffermato sul momento del calcio italiano: “Ora sono a casa mia a Firenze, ma è stato un periodo difficile: il campo e lo spogliatoio mi mancano e ad oggi non sappiamo ancora quando si riprenderà. Credo sia giusto ritornare a giocare anche se ogni categoria ha problematiche ed esigenze diverse. Per quanto concerne la C sarebbe troppo lungo e complicato riprendere il campionato e disputare anche i playoff. Ogni giorno c’è qualcuno che propone una regola nuova, a questo punto faccio una proposta anch’io: finire i campionati senza fare playoff e playout e decidere che la miglior seconda e le prime vadano in B e che le ultime tre di ogni girone retrocedano. In questo modo ci sarebbero meno scontenti e si eviterebbero tanti ricorsi.”

Romizi ha scelto la maglia del Picerno in serie C: “Venivo da un periodo problematico con l’Albinoleffe e dovevo cambiare aria a tutti i costi. C’è stata questa proposta del Picerno che mi ha messo sotto contratto per un anno e mezzo e ho accettato. Ho pensato che tornare al Sud mi avrebbe fatto bene, purtroppo però è durata poco. Sono riuscito giusto a giocare la partita del San Nicola contro il Bari. E’ stata dura tornare in quello stadio soprattutto all’ingresso in campo quando ho dovuto prendere l’entrata della squadre avversarie e lì mi sono detto: ok, ora sono davvero un avversario del Bari. Durante la partita non ho pensato molto a quello che è stato il mio trascorso con la maglia biancorossa sino al momento della sostituzione e al saluto sotto la curva che è stato molto emozionante. Tornando alla partita il Bari ci ha letteralmente massacrati , non siamo riusciti a vedere la palla e anche la mia prestazione non è stata delle migliori. Il Bari non c’entra niente con questa categoria e mi ha fatto anche un’impressione migliore rispetto alla Reggina che ho affrontato qualche settimana dopo. La squadra di Vivarini ha qualità e voglia di vincere oltre ad essere molto organizzata. In caso di playoff occhio alla Reggiana del tecnico Alvini.”

L’ex numero 4 del Bari ha ripercorso la sua carriera: “Ho qualche rammarico perchè ci sono stati 2-3 passaggi nella mia carriera che purtroppo sono andati male un pò per colpa mia e molto per colpe altrui. Non ho avuto la chance giusta quando ero alla Fiorentina per varie problematiche che vanno oltre il campo. La scelta di Vicenza è stata un’altra mazzata visti i problemi societari del club veneto. Ora sto studiando per rimanere nel mondo del calcio e in futuro mi piacerebbe allenare”

Per Romizi 146 presenze e 4 reti con la maglia biancorossa: “La miglior stagione è stata quella della ‘remuntada’ quando sfiorammo la serie A. Ecco quello fu un altro passaggio sfortunato che avrebbe potuto cambiare la mia carriera e quella dei miei compagni anche se qualcuno è riuscito ad arrivare comunque in serie A come Ceppitelli e Sabelli. Il mio goal più bello col Bari? Quello ad Empoli con un bel tiro da fuori area. C’erano anche i miei parenti in Tribuna e fu una rete da 3 punti. La mia esperienza a Bari non si è conclusa nel migliore dei modi perchè Sogliano e Giancaspro vollero rinnovare la rosa e fui costretto a fare le valigie. Sarei rimasto volentieri in Puglia anche se avrei beccato l’ennesimo fallimento della mia carriera. Tuttavia sarei potuto tornare in biancorosso nel periodo post fallimento quando venni contattato dagli esponenti di una cordata che aveva intenzione di rilevare il Bari. Meglio Paparesta o Giancaspro? Sicuramente Paparesta perchè è durato di più e sono riuscito a togliermi qualche soddisfazione oltre che a firmare il rinnovo del contratto. Di Giancaspro non ho ricordi positivi. A Bari mi trovavo bene: si viveva bene e si mangiava divinamente, mi sono sentito a casa: anche dopo la fine del campionato rimanevo qualche settimana a Bari per godermi le bellezze del posto

Nicola Lucarelli – Radio Biancorossa